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Area Wellness | April 26, 2018

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Tradizione e modernità a Monaco di Baviera

Tradizione e modernità a Monaco di Baviera

Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi“: la frase pronunciata da Tancredi allo zio Fabrizio, nelle pagine del Gattopardo di Tomasi di Lampedusa, è una delle battute più celebri e usate per raccontare il confronto fra vecchio e nuovo, modernità e tradizione.

Il suo significato può essere però ritenuto valido ovunque anche a Monaco di Baviera, quando muovendosi fra Marienplatz e il Nationaltheater, entrando in birrerie storiche e visitando il Deutsches Museum, si scopre una città che è stata capace di divenire moderna guida dell’economia tedesca, accogliendo le sedi principali dei maggiori gruppi industriali, bancari e assicurativi, senza tradire però neanche per un attimo la propria identità bavarese.

La ricchezza è certamente la base di partenza che ha permesso di accelerare ogni trasformazione, accogliendo la contemporaneità in tutte le sue forme: i lavori urbani sono continui e programmati per tendere sempre a garantire un’alta qualità della vita per i propri abitanti. In quanto destinazione turistica più visitata dell’intera Germania, il livello dei suoi servizi è ineccepibile, come se offrendo ottime soluzioni per i turisti si rispettasse in primo luogo i cittadini che devono poter vivere la città, giorno dopo giorno, senza troppi disagio o difficoltà.

Questo spirito è ben interpretato anche dalla proposta alberghiera, che ha raccolto, negli ultimi decenni, alcune delle più importanti catene al mondo, creando strutture capaci di divenire anche punto di riferimento nel settore grazie ai loro servizi, ai bar, ai ristoranti e alle SPA. Esempio lampante è il Mandarin Oriental, inserito in pieno centro, in un palazzo che pur esprimendo tutte le classiche caratteristiche della tradizionale architettura locale è riuscito ad accogliere senza forzature l’anima orientale e il lusso contemporaneo che la gestione del Mandarin implica.

L’edificio fu costruito nel 1880, e ha ospitato per anni la sala da ballo cittadina collegata al vicino teatro dell’opera. Fu poi trasformato nel 1990 in un albergo dal Rafael Hotel Group finché dieci anni dopo il gruppo Mandarin Oriental lo ha selezionato per fare il proprio ingresso sul territorio bavarese, rivelandosi in breve tempo uno degli indirizzi migliori della città. Le 48 stanze e 25 suites propongono un alto livello di standard, fra design e tecnologia, eleganza e comfort, valorizzando in maniera unica gli spazi a disposizione.

Nel dettaglio, si rivela ben equilibrata la combinazione fra le opere di artisti locali e stampe neo-classiche, con puntuali inserimenti di influenze orientali. A ciò si aggiungono mobili che apertamente richiamano lo stile Biedermeier, un modello artistico e architettonico in voga nelle abitazioni della borghesia tedesca e austriaca a metà del diciannovesimo secolo, noto anche per il largo uso del legno di ciliegio.

L’espressione massima del lusso dell’albergo è raccolta nelle tre suites, la Grand Presidential di 325 mq, la Presidential di 120 mq e la Oriental Suite di 70 mq, arricchite da un terrazzo esterno, che affaccia sulla città e offre una vista pressochè unica sui campanili più celebri di Monaco.

Dal 2015, dopo un intervento di rinnovamento degli ambienti durato ben 9 mesi, nell’albergo ha aperto i battenti un ristorante innovativo e particolare nel suo genere: il Matsuhisa. Monaco di Baviera è la settima location della proposta gastronomica del celebrato chef Nobuyuki, che si è affermato in tutto il mondo per la propria ricerca che combina in soluzioni fusion giapponese e peruviano. Il ristorante all’interno del Mandarin Oriental accoglie fino a 95 ospiti, oltre a otto posti al bancone, e si è affermato come una delle alternative più esclusive in città. A ciò si aggiunge il Bar31, situato al piano terra al fianco della lobby, ma comunque dotato di un ingresso autonomo, che solitamente è la base per godere di un cocktail, ma durante l’inverno si è anche trasformato in un pop up restaurant che propone gastronomia tipica bavarese.

L’ultimo segreto, tenuto ben protetto durante la stagione estiva, è il China Moon Roof Terrace, dove la piscina a disposizione per i soli ospiti è affiancata da un raffinato bar aperto anche all’esterno. Il Mandarin Oriental offre, infine ai propri clienti una piccola zona fitness corredata da sauna e bagno turco, ma è già programmato un importante intervento: fra cinque anni è annunciata la costruzione di un nuovo edificio, collegato alla struttura originaria con due corridoi sospesi, che permetterà di raddoppiare il numero delle stanze e soprattutto di aprire una raffinata SPA sui canoni solitamente proposti altrove dal Mandarin Oriental.

Novità che arricchiranno la proposta dell’albergo, ne alzeranno ancora eleganza e raffinatezza, e manterranno saldo il legame che ormai si è stabilito con Monaco di Baviera.

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