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Area Wellness | April 26, 2018

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Selfness: sano egoismo nella valle di Gastein

Selfness: sano egoismo nella valle di Gastein

Una nuova categoria di turisti si affaccia all’orizzonte e gli albergatori farebbero bene a prenderne nota. Dopo gli amanti del fitness e quelli del wellness, oggi aumentano quelli che vanno alla ricerca del selfness. La traduzione migliore può essere: giovani e meno giovani desiderosi di godere di un sano egoismo. Frutto di un insieme di relax, mangiar bene, cura del proprio corpo e gusto per la vita. Una ricerca che è anche una sfida alla quale oggi ci si sottopone quando lo stress della quotidianità sembra sopraffarci. C’è chi riesce a trovare il proprio selfness nella tranquillità della propria casa, e chi per staccare la spina ha bisogno di compiere un viaggio, breve o lungo che sia, di muoversi verso luoghi in grado di scatenare il processo di recupero psicofisico necessario per tornare riposati e in forze alla vita di tutti i giorni.

A poche ore di macchina dall’Italia, superando il confine Austriaco, salendo verso i monti alpini del Salisburghese e immergendosi nel cuore del Parco Nazionale degli Alti Tauri si trova la Valle di Gastein. Il silenzio di un paesaggio alpino che d’inverno è sempre innevato, i comignoli che diffondono l’odore del legno nell’aria, le baite di montagna, la natura che prepotentemente s’impone ovunque si decida di posare lo sguardo sono elementi scenografici che fanno da cornice a un viaggio in questa splendida valle. Da sempre, la zona è stata ed è tuttora meta del turismo del benessere per le proprietà benefiche delle sue “gallerie curative”, o Heilstollen. Immerse nella natura, queste grotte naturali scavate nelle montagne sono uniche al mondo per la presenza di un gas naturale, il radon, che nebulizzato nell’aria calda e umida delle grotte genera un’ipertermia che attiva il naturale potere di autoguarigione del corpo. La cura completa prevede tra gli otto e i dodici ingressi in galleria, ma si sconsiglia la frequenza giornaliera, quindi è ideale inserire il trattamento durante un soggiorno di due o tre settimane.

Proprio in questa atmosfera sorge il Cesta Grand Aktivhotel & SPA, il cui nome stesso cesta è traducibile in strada o in viaggio dalla lingua ceca. Fino a qualche anno orsono l’hotel era noto come Europäischer Hof, e la nuova società proprietaria, la Fidelity Hotels and Resorts, oltre al nome ha apportato altri cambiamenti ponendo l’attenzione principalmnente su quattro aspetti: buona cucina, wellness, sport, e sul concetto di selfness, che pone l’ospite al centro di una pluralità di offerte che, vissute secondo la propria esclusiva attitudine, offrono una personalissima sensazione di piena ed egoistica soddisfazione.

L’offerta ricettiva della struttura si concretizza in tre tipi di camere. La camera classica, con i suoi 35 m2 di superfice offre agli ospiti arredi propri della tradizione austriaca. Le camere superior, con una dimensione che varia dai 53 ai 62 m2, hanno una vista sulle montagne di Gastein e godono di un ambiente separato per una terza persona, mentre le suites vantano un salotto in più e un grande balcone con vista. Una grande hall accoglie gli ospiti, mettendoli in condizione di soffermarsi a chiacchierare in un open space composto da vari ambienti circondati da grandi vetrate che permettono alla luce di entrare in modo naturale. Salotti, tavoli e divani si alternano in modo omogeneo intorno al camino, al bar e alla reception fornendo alla clientela diversi angoli di isolamento e relax.

Uno dei fiori all’occhiello della struttura è la sua SPA SigNatur. Introdotta da corridoi con ampie vetrate sull’esterno che paiono mettere in contatto con la natura circostante, l’area benessere si apre con una piscina coperta con acqua termale a più di 30 gradi, e si compone di un bagno turco, una sauna finlandese, una grotta con una doccia emozionale, una biosauna alle erbe, una vasca kneipp con cascata, un’area fitness e un giardino d’inverno. Sotto la guida del dott. Mayerhofer, diversi massaggiatori, personal trainer e fisioterapisti compongono un team che si prende cura della salute e del benessere degli ospiti con un approccio olistico che, a seconda dei casi, può fondarsi sui massaggi o su attività fisiche come ginnastica, acquagym, trekking. L’attività sportiva è arricchita dal campo da golf da 18 buche del Golf Club di Gastein, adiacente al Cesta Grand, e d’inverno dalle numerose piste dello Sportwelt Amadè, un comprensorio che offre più di 200 km di piste per sci alpino e snowboard. Ove sia necessario potenziare la flessibilità e l’elasticità articolare l’allenamento è proposto per migliorare la coordinazione, mentre, per la rémise en forme ci si concentra su programmi per una corretta alimentazione. L’area Beauty del centro benessere propone trattamenti per il viso e per il corpo a base di prodotti della nota linea [comfort zone]. Il menu massaggi comprende accanto alle proposte tradizionali specialità come il Lomi Lomi hawaiano, bagni all’olio di rosa o con un elisir al miele e cirmolo. Anche il centro benessere del Cesta Grand propone un trattamento a base di radon. L’ospite si immerge in una particolare acqua termale e l’assorbimento avviene tramite la pelle e le vie respiratorie facendo sì che il corpo rilasci molecole antidolorifiche naturali, con benefici per malattie reumatiche, infiammatorie, respiratorie e cutanee.

È innegabile che per molti il benessere passi anche attraverso lo stomaco e il gusto, e l’hotel non si fa trovare impreparato: due i ristoranti, il “Klause” per assaggiare i sapori propri della tradizione austriaca come la celebre Wiener Schnitzel o il tipico dolce Kaiserschmarrn, una frittata dolce all’uvetta accompagnata da mirtilli rossi, ma grande attenzione viene data anche alle esigenze di vegetariani e vegani che trovano nel menù offerte a loro dedicate. Franz Schönegger è invece al comando del ristorante Herd & Seele, con menù gourmet di 4 portate pensati per viziare gli ospiti.

In conclusione, oggi a poco più di un’ora di macchina dal confine italiano è possibile prendersi cura di se, senza remore o sensi di colpa, in mezzo alla natura e prima che il selfness, da conquista individuale diventi un nuovo fenomeno di massa.

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