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Area Wellness | April 26, 2018

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Rapporto 2016 sulle piscine private: numeri e previsioni

Rapporto 2016 sulle piscine private: numeri e previsioni

Con la ripresa del mercato del mattone registrata a partire dallo scorso anno, molti italiani sono tornati ad investire sulla casa, optando per interventi di restauro, mirati a migliorare l’efficienza energetica degli stabili oppure finalizzati ad incrementarne il valore. Le richieste di installazione di vasche interrate in giardino sono cresciute proprio con l’obiettivo di aumentare il valore degli immobili, rispondendo così al calo dei prezzi che ha interessato nell’ultimo quinquennio il settore immobiliare.

Ad essere aumentata non è solo la richiesta di preventivi e progetti per la realizzazione di piscine ad uso domestico, ma anche quella di interventi da parte delle aziende specializzate nella gestione degli impianti. In alcune regioni d’Italia si è assistito ad un vero e proprio boom dei proprietari di piscina, tanto da spingere le realtà imprenditoriali che si occupano della sanificazione e della revisione degli impianti a diversificare la loro offerta per rispondere alle esigenze di una clientela sempre più ampia e, in molti casi, poco preparata nella gestione di strutture di questa tipologia. Ad esempio, i servizi proposti da questa impresa che si occupa della manutenzione di piscine in Umbria, vanno dagli interventi di “apertura” e “chiusura” degli impianti, necessari ad inizio e a fine stagione, all’analisi delle acque per determinarne la carica batterica e il pH e procedere ad un’eventuale aggiustamento delle dosi dei prodotti sanificanti impiegati.

Il trend di crescita si è registrato anche in Toscana, regione che – proprio come l’Umbria – partecipa in modo vivace al mercato del wellness e delle piscine grazie alla diffusione di agriturismi e spa sul territorio. Il numero delle piscine private in Toscana, con ogni probabilità, vedrà nella seconda parte dell’anno un ulteriore picco: gli imprenditori del settore confidano molto nell’“effetto Rio 2016”, ovvero in un boom di richieste sull’onda dell’entusiasmo per la partecipazione dei nuotatori e dei tuffatori azzurri alle Olimpiadi brasiliane. La Toscana, peraltro, ha partecipato all’importante kermesse sportiva con 29 atleti e, tra questi, 10 hanno disputato le loro gare proprio in acqua.

Nonostante la possibilità di usufruire di servizi di manutenzione specializzati e le tante soluzioni oggi disponibili per ridurre l’entità dell’investimento richiesto per realizzare una piscina privata, in Italia il numero delle residenze dotate di un impianto di questo tipo risulta essere ancora molto ridotto se confrontato con quello degli altri paesi europei.

I dati del CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) indicano la presenza di circa 156mila piscine private in Italia. Non si tratta di un numero poi così elevato, soprattutto se si considera che nel paese è presente un impianto di questo tipo ogni 850 abitanti, contro un rapporto che in Francia risulta essere di 1 a 105 e in Spagna di 1 a 116.

Eppure, Assopiscine, ovvero l’Associazione Italiana Costruttori Piscine, sottolinea che in Italia il 70% delle famiglie vive in un’abitazione di proprietà, che nel 20% dei casi è rappresentata da un immobile di prestigio. Di questi, più di un terzo risultano essere circondati da un giardino con estensione pari o superiore ai 400 mq, uno spazio più che sufficiente per ospitare un’ampia vasca privata.

Se il numero degli impianti domestici in Italia risulta essere ancora oggi molto contenuto, le cause non sono certo da ricercare nella presenza di un’offerta di qualità e particolarmente ampia per quanto riguarda le piscine pubbliche aperte a tutti, che a stento risultano essere una ogni 19.000 abitanti, contro il rapporto 1 a 5.000 e 1 a 5.460 che caratterizza, rispettivamente, il Portogallo e la Germania.

A rallentare la realizzazione di questi impianti è, in primis, il timore di imbattersi in lungaggini burocratiche e in maggiori onori fiscali. In realtà, per la gestione delle pratiche relative alla richiesta dei permessi necessari per i lavori (che variano a seconda del comune considerato ma che, generalmente, richiedono solo il rispetto dei vincoli paesaggistici e la DIA, ovvero la Denuncia di Inizio Attività), è sufficiente rivolgersi ad un’azienda in grado di adempiere anche a queste formalità. Per quanto riguarda invece il valore catastale dell’immobile, è sempre bene richiedere la consulenza di un esperto, anche se la sola messa in opera di una piscina domestica non è un elemento sufficiente a determinare il passaggio ad una categoria catastale superiore.

Soprattutto, va detto che grazie ai materiali e alle metodiche oggi impiegate per la realizzazione delle vasche, è possibile abbattere i costi assicurandosi comunque un risultato di eccellente qualità.

Dalle piscine fuori terra realizzate in materiale plastico o con pareti in acciaio, alle classiche e durevoli strutture in cemento armato: è possibile studiare soluzioni adatte a tutte le tasche per sfruttare al meglio lo spazio di cui si dispone.

La realizzazione di una vasca di dimensioni medie, quindi all’incirca di 30 mq, completa di sistemi di ricircolo e filtrazione dell’acqua a norma di legge, richiede un investimento di circa 15mila euro.

D’altra parte, è giusto ricordare che la presenza di un impianto privato di questa tipologia va ad incrementare il valore dell’immobile anche del 10%, come riportato dalle rilevazioni effettuate da immobiliare.it

Per quanto riguarda le spese di gestione, ovvero relative al consumo di acqua e alla corretta manutenzione della vasca (prodotti chimici antimicrobici e antialga e regolatori del pH, ma anche eventuali interventi di pulizia approfondita), occorre invece preventivare un migliaio di euro all’anno.

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