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Area Wellness | January 17, 2018

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La tradizione euganea del giardino termale

La tradizione euganea del giardino termale

Abano Terme sta finalmente riuscendo nel far convivere tradizione e innovazione. A spingere in questa direzione è soprattutto il settore privato per il quale i numeri e i risultati economici sono fondamentali. Rivelandosi utili anche per raccontare alcune vicende come quella di un albergo prestigioso quale l’Hotel Mioni Pezzato, fra le strutture di maggiore tradizione nel complesso delle Terme Euganee.

Cinque generazioni per centodue anni di storia è il primo dato da cui bisogna partire: era il 1906 quando Giovanni Mioni acquistò alcuni terreni con l’obiettivo di modernizzare e commercializzare l’uso terapeutico dell’acqua e del fango termali. L’intuizione imprenditoriale fu di valorizzare le proprietà di un bene naturale, che arricchendosi di sostanze minerali ha fatto nel tempo la fortuna del territorio euganeo.

Da sempre, questa preziosa acqua parte dalle Piccole Dolomiti e infiltrandosi nel sottosuolo, raggiunge una profondità di 3.000/4.000 metri e dopo un lungo percorso riaffiora nel territorio delle Terme Euganee a una temperatura di 87°. Era il 1915, in piena prima guerra mondiale, quando l’albergo della famiglia Mioni Pezzato iniziava la sua attività recettiva e in oltre cento anni la struttura ha potuto contare sull’impegno di una proprietà dedicata e appassionata, con investimenti per manutenzione, ammodernamenti e novità finalizzate a migliorare costantemente la qualità del soggiorno degli ospiti.

Oggi i due fratelli, Giovanni e Giuseppe, sotto l’attenta supervisione della madre, guidano le redini di un lussuoso albergo che propone agli ospiti una vacanza che integra relax, gastronomia e benessere. Punto di forza è sicuramente il Giardino Termale, un parco esterno di 20.000 m2, con quattro piscine articolate in 16 vasche per una distesa d’acqua calda di 1.200 m2, che si rivela unica per la vastità e la varietà dei percorsi. In un costante inno alla cromoterapia, il cliente passa dalla piscina Veranda, composta da due vasche collegate fra interno e esterno, alla piscina Padiglione immersa nel verde del grande parco, proseguendo per Tranquilla, dove si effettuano trattamenti di idrokinesiterapia e recupero post-traumatico, in un ambiento riservato ai soli adulti.

L’idea di benessere che abbiamo sviluppato nel corso degli anni cerca di farsi carico dell’ospite durante tutta la giornata. – ci racconta Giuseppe Mioni, SPA manager con un passato professionale da massaggiatore – Già dalla mattina si può iniziare partecipando ai corsi di ginnastica in acqua pensati per un risveglio muscolare dolce; sempre alle prime ore del giorno si può scegliere di fare un ciclo di inalazioni o di applicazioni dei fanghi termali, opportunamente concordati con le due responsabili mediche che ricevono all’interno del centro.

Per il pranzo, e successivamente la cena, l’attenzione al benessere non viene meno, come dimostra la linea proposta nel Ristorante 1915 dove la collaborazione con lo chef francese Michel Guerard ha permesso di sviluppare una linea di “cucina salute complementare” pensata a esaltare la vocazione termale per la valenza preventiva e curativa.

Ma non perdiamo di vista le esigenze dei clienti neanche nelle ore successive. Da pochi mesi abbiamo introdotto il Rituale del Sonno di [comfort zone] da eseguire dalle 17 alle 19: coinvolgiamo le vie sensoriali con un impatto sul sistema ormonale e la regolazione sonno-veglia”.

Se Abano Terme è stata in grado di riconvertirsi nel corso degli ultimi anni, il merito va assegnato all’imprenditorialità di famiglie come la Mioni, capaci di valorizzare l’antica terapia termale con le più moderne soluzioni per il benessere, fra trattamenti estetici e di bellezza, una vasta gamma di massaggi e palestre attrezzate. I risultati sono chiari, come ha evidenziato per l’anno passato la presenza contemporanea in Hotel di ospiti di 18 nazionalità differenti.

Non è stato facile per lo staff gestire una tale babele di clientela – conclude Giuseppe Mionima come è noto il benessere non ha bisogno di lingue e traduttori. Il wellness è come i numeri, difficilmente mentono a chi vuole conoscere la verità”.

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