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Area Wellness | January 18, 2018

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I rituali Maya dello Yucatan in un massaggio che connette alla natura

I rituali Maya dello Yucatan in un massaggio che connette alla natura

La Penisola messicana dello Yucatan separa il Golfo del Messico dall’azzurro verde del Mar dei Caraibi. Ma è nel confinante stato del Tabasco, dentro il Museo en plein air La Venta, ripercorrendo la cultura Olmeca (per capirci quella il cui stile si distingue per le colossali teste scolpite su roccia), che abbiamo conosciuto l’albero Guarumo, una pianta le cui foglie vengono utilizzate nei più avanzati Centri Benessere messicani per combattere ogni tipo di disordine.

Alla ricerca delle tradizioni e dei rituali Maya, oggi adattati in chiave moderna a uso e consumo del benessere e del wellness, siamo stati incuriositi dalla leggenda che ammanta questo grande albero (si narra infatti sia allucinogeno e che le scimmie vadano ghiotte del suo fogliame), abbiamo poi visitato gli stati messicani di Campeche e dello Yucatan, dove, a bordo strada, scorrevano allevamenti di mucche bianche beje simili a zebù in miniatura, piantagioni di agave, campi di sorgo, lamantini, alberi del cicles, haciende di cacao non fermentato, mini supermercati Oxxo, maiali felici, piattaforme petrolifere, selva e tanta acqua su cui gli indigeni, affacciati da barchette simili a gusci di noce, pescano il gustoso robalo.

Così, quando forti di aneddoti sull’utilizzo delle piante medicinali, siamo approdati nello stato di Quintana Roo abbiamo scelto una SPA il cui menu è praticamente impostato soltanto sulle terapie tradizionali dell’antico popolo Maya. Ci troviamo nei pressi di Tulum, nella Maya SPA dell’Eco Resort Azulik, una struttura in mezzo alla giungla rigorosamente fatta di legno e affacciata sul mare, senza luci elettriche (infatti al calare del sole si accendono i lumini) e con un’attenzione spasmodica al benessere dei propri ospiti. Nelle cabañas non c’è telefono, tantomeno il wi-fi e se cercate refrigerio solo una grande pala piazzata proprio sopra l’enorme letto rotondo muoverà l’aria in modo naturale, se invece vorrete ordinare qualcosa dovrete scriverlo sopra un foglietto che verrà posto dentro una pallina di legno a sua volta deposta in una cassetta delle lettere che, con un sistema ingegnoso, farà avere il vostro ordine direttamente in cucina.

Altrettanta sorpresa la si ha nello scorrere il menu dei trattamenti, tutti a chiara impronta Maya, come accade per la Cerimonia del Rinascimento che dura 120 minuti ed esercita un’accurata esfoliazione della pelle prima di essere avvolti in grandi foglie di platano; il trattamento finisce con un bagno tra fiori e foglie, pare anche quelle del leggendario Guarumo. Da sperimentare anche il massaggio Sobada Maya che riguarda il cuoio capelluto e il viso, oppure il Massaggio Ancestrale di stampo Nahuatl che con una precisa tecnica di pressioni sull’addome fa fuoriuscire dal corpo le energie negative accumulate. Un rituale suggestivo perché si pratica in riva al mare e si può fare anche in coppia.

Ma Federico, responsabile del Centro Benessere, ci suggerisce di provare il loro Temazcal, unico per fedeltà alle tecniche Maya. Si tratta di un bagno di vapore di origine sacra che comprende un rituale di 3 ore durante il quale si viene accompagnati da canti e suoni che favoriscono un viaggio interiore ed emozionale tra interventi terapeutici quali idroterapia, aromaterapia, visualizzazioni ed esercizi di meditazione. Sarà proprio Federico, temazcalero di nascita, a sovrintendere a questa pratica tenuta dentro la Capanna Sudatoria, o Casa della Purificazione, il cui termine nella lingua Azteca Nāhuatl è composto da temaz (vapore) e calli (casa). Prima di recarsi in questa area sacra dove per terra c’è anche il cerchio della vita, Federico vi porterà sulla sabbia con alle spalle il mare, ed esattamente come userebbe una tromba, soffierà dentro un quiquiztli, una grande conchiglia, ancora oggi uno dei modi più arcaici e naturali per produrre suono in maniera propiziatoria. Infatti, la tromba di conchiglia deriva da un animale acquatico e ciò le conferisce il potere di agire sulle acque facendole diventare pure. Non appena si entra nel Temazcal sarà invece possibile riconoscerne la connotazione spirituale, la forma è una rappresentazione del ventre materno e al suo interno si uniscono due elementi fondamentali, l’acqua e il fuoco, che insieme purificano il nostro corpo fisico, mentale ed emozionale. Ma soprattutto, verrà stimolato l’equilibrio tra la nostra interiorità e il magico mondo della spiritualità perché, anche grazie alla brace di ramoscelli che ancora lasciano uscire fiotti di fumo grigio chiaro, si verrà a creare un’atmosfera che permetterà il ritorno al grembo umido della nostra madre Terra.

Un rituale che – a detta dei Maya – è anche un modo per “massaggiare il nostro pianeta” creando una speciale connessione tra uomini e Natura proprio grazie agli alberi, le cui radici si intrufolano fino a toccare l’Oltretomba e le cui chiome sostengono addirittura il cielo.

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