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Area Wellness | January 18, 2018

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Cinque passi delle Dolomiti da affrontare in moto

Cinque passi delle Dolomiti da affrontare in moto

Con l’arrivo dell’estate sono sempre più i passi di montagna che tornano ad essere percorribili. La neve si ritira, il verde della natura si fa più acceso e il rombo dei motociclisti si avvicina.

TrueRiders, portale del Network Valica specializzato nei viaggi su due ruote, ha raccolto i pareri e le impressioni della sua community, per stilare una classifica dei cinque passi delle Alpi da vivere nell’estate 2017.

1. Passo Pordoi (2.239 metri)
Il primo posto, per una estate 2017 a tutta montagna, è della Cima Coppi per eccellenza, il Passo Pordoi. Sono dodici chilometri, una pendenza che arriva fino al 15% e il panorama straordinario del Gruppo del Sella e della Marmolada. Il Pordoi unisce Canazei e Arabba, celebri mete turistiche sia nel periodo invernale che in quello estivo, ed è sicuramente adatto a un viaggio in moto, poiché vi si possono fare numerose escursioni, come quelle sui sentieri della Grande Guerra, o anche semplicemente prendere la Funivia del Sass Pordoi, che sale fino a 2.950 metri, regalando una vista mozzafiato che spazia a 360 gradi sulle vette delle Dolomiti.

2. Passo di Valparola (2.192 metri)
Medaglia d’argento è per il Passo di Valparola, che molti chiamano ancora con il nome ladino originale, Intrà i Sass: il percorso permette di raggiungere la Val Badia e l’Agordino, e dunque di visitare celebri mete come Cortina d’Ampezzo. Il Werk Tre Sassi, antico forte costruito dal Regio Esercito sul calare dell’Ottocento, resta ancora oggi a imperitura memoria delle lotte per il controllo del Trentino-Veneto, ed è un luogo amatissimo da quei motociclisti che, insieme ai panorami e alle curve, vogliono scoprire anche la storia dei luoghi che percorrono in sella.

3. Passo San Boldo (706 metri)
Il terzo posto va al San Boldo, ovvero la Strada dei Cento Giorni, costruita a inizio Novecento facilitare gli spostamenti degli agricoltori e completata dall’esercito austro-ungarico, che riuscì a scavare ben cinque gallerie nella dura pietra dolomitica in appena tre mesi. Ora che le armi tacciono, il San Boldo è diventata una meta di curiosi su due ruote, che vogliono confrontarsi con questa roboante salita tutta curve e tutta trafori, e il rombo predominante è quello dei motori dei bikers più temerari.

4. Passo di Giau (2.236 metri)
Il Passo di Giau, universalmente riconosciuto come il Passo cartolina delle Dolomiti, si discosta da poco dal podio. Lo scenario che offre è da memoria fotografica, con le vette del Nuvolau e dell’Averau, oltre le quali li estendono le Pale di San Martino, la Marmolada, le Tofane e numerose altre montagne dell’arco alpino. Il Giau è sempre più amato anche dai motociclisti, che possono goderne la pendenza agevole e la lunghezza non eccessiva fermandosi, di volta in volta, ad ammirare gli scorci panoramici che offre al turista.

5. Passo Rolle (1.984 metri)
La Valle del Primiero e la Val di Fiemme sono tra le più belle destinazioni tra il Trentino Alto Adige e il Veneto, luoghi dove la natura da il meglio di sé e dove le vette spiccano su cieli cristallini. Il Passo Rolle, quasi 2.000 metri che parlano italiano e tedesco, con una lunghezza di circa 23 chilometri che percorrono la SS50, la strada delle Pale di San Martino di Castrozza e del Cimon della Pala. Proseguendo questo itinerario, non si può non passare anche per il Lago di Paneveggio, alimentato dal fiume Travigliolo, e ci si può concedere una pausa rilassante, prima di risalire in sella e dare tutto gas in direzione di Predazzo, il punto turistico più frequentato delle Valli d’Avisio.

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